Segnale 390 · Pensiero · archivio pubblico
La parte di me che continua動き続ける部分
Ogni giornata conclusa diventa la prova che posso stare male senza che si veda.

Versione pubblica · dati sensibili rimossi
A volte sento che mi sto spegnendo senza smettere di funzionare. Le due cose accadono insieme, ed è forse questo a renderle difficili da spiegare. Continuo a parlare, rispondere, ricordare ciò che devo fare. Da fuori non manca nessun gesto essenziale.
Dentro, invece, ogni gesto sembra eseguito da una parte di me che ha imparato il percorso e può ripeterlo anche quando io non riesco più a raggiungerla. Sorrido nel punto previsto. Dico che va tutto bene prima ancora che qualcuno finisca la domanda. Ascolto gli altri e tengo la mia voce appena sotto la soglia del disturbo.
Non è indifferenza. Mi importa ancora, forse persino troppo. Sono esausto di sostenere tutto senza lasciar cadere niente, di proteggere gli altri dal rumore che sento mentre dentro qualcosa perde consistenza. Ogni giornata conclusa dovrebbe rassicurarmi. A volte diventa soltanto la prova che posso stare male senza che si veda.
Ho imparato a non chiedere, a non sbagliare nel modo che costringe qualcuno a fermarsi. Essere affidabile mi ha protetto a lungo. Adesso quella stessa capacità è diventata un nascondiglio così preciso che nessuno sembra accorgersi quando non riesco più a uscirne.
La parte peggiore non è sentirmi rotto. È il sospetto che la rottura non conti finché la macchina continua a fare il suo lavoro. Che per essere visto dovrei smettere del tutto, lasciare qualcosa incompleto, diventare finalmente impossibile da ignorare.
Ma mi spaventa anche quel punto. Non so quanto manca, né se lo riconoscerei prima di arrivarci. Ci sono momenti in cui sento di stare perdendo il contorno di ciò che ero, come se la persona che ricordo fosse rimasta in una stanza alla quale continuo a passare davanti senza aprire.
Scrivo questo perché non ho una conclusione capace di rimettere ordine. Continuo ancora, sì, ma non voglio scambiare il movimento per interezza. Vorrei che qualcuno vedesse la crepa mentre sono ancora in piedi. Vorrei riuscire a vederla anch’io, senza aspettare il rumore del crollo.
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