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ZANZŌ残像Pensiero / Segnale pubblico Torna all’archivio
Il bambino e il suo sé adulto si tengono per mano su una banchina giapponese, con una valigia e un Akita, davanti a un treno nella luce del mattino.

Lettera III

Prima
di partire

Sto per tornare in Giappone e ti porto con me. Prima di partire voglio raccontarti quante cose abbiamo costruito e quanti sogni abbiamo ancora da realizzare.

19 ottobre 20267 minuti di lettura

Ti porto
con me.

01Ci torniamo

Ciao piccolo mio,

questa volta ho una cosa bella da raccontarti.

Sto per partire per il Giappone.

Vorrei poterti guardare mentre leggi questa frase. Lasciarti il tempo di capirla, aspettare le tue domande. Io, che dovrei ormai esserci abituato perché il viaggio l’ho organizzato, ogni tanto devo ancora fermarmi a pensarci.

Ci andiamo davvero. Ci torniamo.

Ho passato tanto tempo a preparare questo viaggio, a guardare mappe, scegliere posti, controllare come arrivarci. Ormai conosco nomi di stazioni in cui non ho ancora messo piede e altre che ho già visitato. Poi arriverò lì e controllerò comunque il telefono tre volte per essere sicuro di aver preso la direzione giusta.

Su certe cose ti conviene prepararti: diventeremo un po’ complicati.

Rivedremo amici conosciuti anni fa. Mi fa felice pensare che ci siano persone così lontane con cui abbiamo condiviso un pezzo di vita e che adesso potremo incontrare di nuovo. Avremo cose da raccontarci, tempo da recuperare. Sono curioso di vedere che effetto farà ritrovarsi, quanto ci sembreremo cambiati e quanto ci verrà naturale stare ancora insieme.

Torneremo in posti che ci hanno fatto innamorare. Mi chiedo cosa proverò quando li avrò di nuovo davanti. Se riconoscerò subito la strada, se mi tornerà in mente un dettaglio che credevo di aver dimenticato. Ti sembrerà strano, forse, ma ci si può affezionare anche a un luogo. Poi te ne vai e continui a pensarci, finché un giorno puoi finalmente tornarci.

E mangeremo di nuovo cose che ci siamo portati nel cuore.

Sì, anche il cibo. Ci conosci.

Ci sono sapori che aspetto di ritrovare. Vorrei averti accanto al primo boccone, vedere la tua faccia, chiederti se ti piace. Probabilmente ti racconterei quando l’ho mangiato la prima volta, e tu vorresti soltanto che ti lasciassi finire in pace.

Forse vedremo anche tanti Akita.

Qui so già che avrei tutta la tua attenzione. Finiremmo per fermarci ogni pochi metri, sperando di poterne conoscere qualcuno. E io comincerei subito a pensare ai nostri, a cercare somiglianze nei musi, nei movimenti, in quel modo tutto loro di guardarti.

Ti porto con me, sai?

Ci sono tante cose che vorrei farti vedere. Mi succede anche qui, nelle giornate normali: faccio qualcosa e mi viene da pensare a te. Mi domando se ti piacerebbe, se saresti curioso, se riconosceresti qualcosa di tuo in questo adulto che continua a riempirsi la testa di idee.

Credo che avrei parecchio da raccontarti.

02Guarda cosa abbiamo costruito

Perché nel frattempo abbiamo costruito tante cose, piccolo mio. E io me ne dimentico troppo facilmente, preso come sono da quello che devo ancora finire.

Abbiamo scritto un libro.

Vorrei mettertelo sulle ginocchia e lasciarti sfogliare le pagine. Aspettare che ti venga una curiosità, che mi chieda chi è quel personaggio o perché ho scelto proprio quel nome. Probabilmente comincerei a raccontarti tutto insieme e tu dovresti fermarmi.

Ci sono i nostri cani, dentro.

Li conoscerai. A ognuno vorrai un bene che adesso faccio fatica a spiegarti, e ognuno troverà un modo diverso di prendersi un pezzo della nostra vita.

Quando ho scritto, ho voluto portarli con me anche lì. Ho pensato ai loro caratteri, a come guardarli e riconoscerli in una storia. A quanto mi piacerebbe che qualcuno, leggendo, finisse per affezionarsi almeno un po’ a loro.

E siamo arrivati in fondo.

Te lo ripeto perché io a volte passo troppo in fretta sopra questa cosa. Trovo qualcosa da correggere, mi preoccupo di come andrà, penso già al seguito. Ma prima di tutte queste domande ci sono le pagine che abbiamo scritto.

Tu potresti prenderle in mano. Io potrei stare lì a guardarti mentre le leggi.

Mi emoziona pensarlo.

Poi ti farei vedere i siti e le applicazioni. Dovrei spiegarti un po’ di cose, lo so. Ti direi che oggi possiamo costruire strumenti partendo da un’idea, provare a farli funzionare, cambiarli finché non cominciano ad assomigliare a quello che avevamo in mente.

Mi vedresti contento per una cosa piccolissima che finalmente funziona, dopo averci perso un sacco di tempo. E cinque minuti dopo mi sentiresti lamentare perché se n’è rotta un’altra.

Avresti tutto il diritto di ridere.

Abbiamo imparato tante cose per riuscirci. Altre le stiamo imparando adesso, mentre proviamo. Ci sono progetti a cui torno anche quando sono stanco, perché voglio vedere dove possono arrivare. Alcuni hanno ancora bisogno di lavoro, di pazienza, di tentativi.

Io continuo a immaginarli un po’ più avanti di dove sono.

E poi c’è questo posto in cui ti scrivo.

Abbiamo cominciato a raccogliere pensieri, ricordi, cose che a voce a volte restano incastrate. Abbiamo dato loro uno spazio e siamo tornati a cercare anche te.

Non immaginavo quanto avrei avuto bisogno di farlo.

Raccontandoti quello che abbiamo fatto, riesco a guardarlo con più tenerezza. Mi accorgo del tempo che ci ho messo, delle volte in cui ho ricominciato, della felicità che ho provato e che magari mi sono concesso soltanto per pochi minuti.

Con te vorrei fermarmi un po’ di più.

Vorrei dirti che sono contento di noi, anche se mi fa uno strano effetto scriverlo.

03Ho ancora voglia

Ho ancora tante incertezze. Ci sono giorni in cui guardo tutto quello che ho iniziato e mi domando come farò a portarlo avanti. A volte vorrei un segnale, qualcosa che mi dicesse che sto andando nella direzione giusta.

Però ho ancora voglia.

Voglio scrivere altre storie. Scoprire cosa succede ai personaggi che ho lasciato ad aspettarmi, conoscerne di nuovi. Vorrei che un giorno qualcuno mi raccontasse di aver letto una nostra pagina e di essersela portata dietro durante la giornata.

Credo che conserverei quel messaggio.

Voglio far crescere le cose che sto costruendo. Vederle entrare nella vita di qualcuno, servire, trovare un loro posto. Spero di riuscire a ricavare da questo lavoro anche il tempo e la possibilità di continuare a creare.

Voglio conoscere altri luoghi e tornare ancora in quelli a cui mi sono affezionato. Avere amici da raggiungere, cose da raccontarci davanti a un piatto che aspettavamo di mangiare insieme.

Voglio stare con i nostri cani senza pensare continuamente a cosa devo finire dopo. Sedermi vicino a loro e restarci. Voglio trovare tempo per le persone a cui tengo, proporre qualcosa da fare insieme, esserci davvero quando ci siamo.

E vorrei imparare a trattare meglio anche noi.

Me ne accorgo mentre ti scrivo: a te non chiederei mai di meritarti ogni momento felice. Se ti vedessi emozionato per una partenza, ti lascerei esserlo. Mi metterei ad ascoltarti mentre racconti tutte le cose che vuoi vedere.

Vorrei riuscire a fare lo stesso con me.

04Ti porto con me

Tra poco sarò in Giappone e penserò sicuramente ancora agli orari, ai treni, a quello che viene dopo. Ma spero anche di avere un momento in cui alzare gli occhi, guardarmi intorno e rendermi conto di dove siamo.

Magari succederà riconoscendo un posto. O rivedendo uno di quegli amici. Magari avrò appena assaggiato qualcosa che mi mancava, o sarò fermo per strada a guardare un Akita.

In quel momento vorrei ricordarmi di te.

Pensare: se potessi vedermi adesso.

E restare lì ancora un poco, anche per te.

Al ritorno ti scriverò. Ti racconterò cosa è successo, cosa mi ha sorpreso, se qualcosa è andato storto e poi è diventato una storia da ridere.

Intanto volevo passare a dirti che abbiamo fatto tutte queste cose. Che ci sono ancora tanti sogni a cui tengo. Alcuni hanno già un nome, altri cominceremo a immaginarli strada facendo.

Quando penso a quelli che vorrei realizzare, mi viene ancora voglia di prenderti per mano e dirti: vieni a vedere.

Ti voglio bene, piccolo mio.

Tra poco partiamo.

Tu, da grande.

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